sabato 31 agosto 2013

Questioni di ego

Alla mia veneranda età ancora non ho ben chiaro come fare una scelta giusta e corretta. Non so se è perchè mi faccia travolgere dall'entusiasmo della novità, dalla sicurezza , dalla necessità di ricevere degli apprezzamenti, proprio non lo so. So solo che a volte mi sembra che sia il mio ego a farmi prepondere per una soluzione piuttosto che per un'altra, soprattutto quando credo ai vantaggi che io potrei portare all'uno piuttosto che all'altro committente. E ora poi, dopo ciò che mi è successo con l'ultima situazione lavorativa, o ancora più paura di fare la scelta sbagliata. In ogni caso un vantaggio c'é. Qualsiasi di queste scelte comporterà un lavoro per non più di 6 mesi, in ogni caso devo darmi un gran da fare in merito. Comunque, al momento non ho firmato niente e stasera è sabato. Quindi si fa a festeggiare i quarantasei anni del mio grande amico festaiolo, almeno una volta. Buona serata

venerdì 30 agosto 2013

Il piacere della colazione

Dovete sapere che da un pò di tempo, cioè da quando sono a casa a non fare assolutamente una mazza, ho riscoperto il piacere di svegliarmi presto la mattina e di fare una colazione abbondante. I primi tempi scendevo al bar per mangiare una pizzetta rossa con uovo sodo e maionese, un bel bicchiere d'acqua e un caffettino. Davo un'occhiata alle notizie del giornale, magari facevo un pò di spesa e poi rientravo a casa. Poi però mi sono stancato di leggere le tristi notizie dei giornali. No, non voglio vivere nell'ignoranza. Ma se posso cerco solamente quelle che non mi fanno alterare oltre un certo limite, e sono veramente poche. Quindi m'interesso di politica, lasciandomi scivolare le dichiarazioni dei politici ma valutando solo il loro operato (che rasenta la nullità). Politica straniera? Il meno possibile. Due anni or sono Assad ha cominciato a trucidare i suoi stessi cittadini e "gli occhi del mondo" erano puntati solo su di lui. Come una madre con un bambino dispettoso, l'ONU lo ha sempre minacciato che gliel'avrebbe date se non la piantava di essere così dispettoso. Ma prima di intervenire ha dovuto aspettare che desse una bella sgasata col nervino e far sì che qualche altro migliaio di persone innocenti ci lasciassero le penne. Perché aspettare due anni? Per la stessa ragione per la quale hanno aspettato tanto anche nella ex-jugoslavia. Non c'è niente che ai grandi potenti possa interessare. Io credo invece che le vite umane potrebbero interessare. Pensate se portassimo le guerre ha un livello di sterminio tale che non ci sarebbero più acquirenti per le multinazionali, a chi venderebbero i loro prodotti? E per finire anche il gossip non mi dà più alcun entusiasmo, adesso poi che anche Vincent e Monica si sono separati non ne parliamo. Pensare che non più di otto anni fà gli avevo visti insieme a Parigi, una coppia veramente innamorata. Tornando a noi, come vi dicevo ho deciso di cambiare il mio programma della mattina. Quindi mi sveglio abbastanza presto, prego il mio angelo custode (Lecabel) e anche quello della giornata, medito una ventina di minuti sulla radice kabalistica del nome, e poi mi preparo il caffè e la colazione guardando Will & Grace su Fox Life. Anche se sono puntate vecchie che ho già visto e rivisto trovo che siano veramente divertenti e danno un bello sprint alla giornata. E poi mi metto a scrivere, magari ascoltando Bach. L'aria dall'ouverture n°3 ecc, ecc. Mentre mi annuso le punta delle dita che sanno ancora di burro. Perché? Ma perché stamattina ho panato due fette di pancarré con l'uovo e le ho cotte in padelle rosolandole col burro ed ho accompagnato il piatto con formaggio spalmabile e prosciutto cotto, succo alla pesca e via. Mi sento veramente in pace col mondo. Ma forse dovrei fare qualcosa per esso. Vedrò. Magari scendo in politica.

giovedì 29 agosto 2013

Crederci sempre, arrendersi mai!

Ve lo ricordate? Era il motto di Simona Ventura in un'edizione dell'Isola dei Famosi. Questa frase mi era rimasta impressa, perché all'epoca avevo dei sogni e volevo realizzarli. Volevo a tutti i costi che diventassero reali, ma per quanto mi sforzassi sembrava sempre che qualcosa o qualcuno mi riportasse indietro e tornavo al punto di partenza. Col senno di poi mi rendo conto che non erano forze esterne a sabotarmi ma ero io, molto probabilmente. Perché in realtà non era quello il sogno nel quale credevo con tutto me stesso. Tutto ciò che è materiale, fisico e che ha a che vedere con la realizzazione in ambito professionale non credo mi riguardi. Negli ultimi anni mi sono accadute tante cose che solo ora mi rendo conto che la mia realizzazione è un'altra, e forse è più spirituale. Sia ben chiaro, non ho la benché minima intenzione di farmi prete né tanto meno testimone di Geova, ebreo o musulmano, ma voglio avere la forza necessaria per credere che noi siamo su questa terra presenti qui e ora per uno scopo preciso, che non è la rincorsa del successo ma è la connessione che creiamo fra tutti noi, sia che ci conosciamo e sia che siamo estranei. Siamo qui per condividere le nostre storie, le nostre esperienze e per aiutarci l'un l'altro. E quando qualcuno ci ferisce, per quanto difficile, dobbiamo cercare di provare amore per sopperire alla sua mancanza d'amore che lo porta a vivere nell'odio e nel rancore. E godiamo di ogni momento felice ogni volta che ce ne viene data la possibilità, cerchiamo di essere sempre presenti in questi momenti e se un impegno di lavoro ce lo impedisce cerchiamo di rimandarlo. Nessuno muore se si sposta un appuntamento. (A parte la Vanoni)Quindi ora voglio credere in questo sogno ed essere una persona migliore, me lo merito.

mercoledì 28 agosto 2013

Insicurezze...

Molto bene, sembra che abbia finito il tempo a mia disposizione. Penso che sia finalmente arrivato il momento di decidere diverse cosette. In primis, il lavoro. La difficile scelta fra lavoratore autonomo e lavoratore dipendente sembra sia arrivata al capolinea, ho detto sembra perché niente nella vita è scritto. Ma sicuramente da un punto di vista di sicurezza e partecipazione, l'azienda che mi ha contattato offrendomi un posto fisso ha messo sicuramente il piede nell'acceleratore. A questo punto mi affiderò al mio istinto, ho deciso e non voglio sicuramente farmi influenzare da tutte le mie esperienze pregresse. Che anche se non sono state idilliache mi hanno insegnato moltissimo. E poi chissà potrebbe sempre esserci il colpo di scena e potrei essere d'aiuto a tutti oltre che a me stesso. Fra gli altri traguardi ai quali sto arrivando c'è senz'altro quello della casa. Mio padre deve dividere le proprietà per cominciare a pagare meno tasse, e con una delle sue proprietà potrei sicuramente chiedere un mutuo e comprare casa. La scelta era fra vivere in centro città o fuori. Ancora devo fare la lista dei pro e contro e infine deciderò. Bene, direi che ne ho di argomenti di riflessione e anche di insicurezze ma per fortuna oggi mi sono fatto i miei venti minuti di meditazione pregando Lauviah, l'angelo che ci protegge dalle insicurezze. E' una lunga storia ed ha a che fare con la kabbalah, magari un giorno comincio a raccontarvela.

martedì 27 agosto 2013

Lavori domestici...

Partiamo dal fatto che la casa nella quale abitiamo io e il mio amore è un appartamento in affitto. Una grande mansarda in centro, ma come la maggior parte dei proprietari immobiliari della zona, la titolare non sembra mai averne presa tanta cura. Nel senso, l'arredamento Ikea sta letteralmente cadendo a pezzi, a ragion veduta non può durare per sempre come i diamanti sarebbe chiedergli troppo. Il pavimento è in gres "sporcellanato", nel senso che per quanto lo si possa lavare ci sono macchie di unte che si sono fossilizzate in esso e non c'è sistema per rimuoverlo. Terremoto a parte. Gli stipiti delle porte probabilmente erano stati attaccati con lo sputo, visto che alcuni di essi hanno cominciato a pendere come la Torre di Pisa e con la stessa tecnica sicuramente è stato dato l'intonaco nel muro della stanza degli ospiti. Per concludere, il serbatoio della tazza del cesso è completamente andato. Dopo tre anni di spingere compulsivamente i pulsanti come un quiz a premi ha ufficialmente smesso di caricare. Ora c'è il più moderno sistema del secchio del mocio. Comunque è la nostra casa, e ci piace per quanto ora sia un guazzabuglio di mobilio vario e colori accesi. La cosa che più adoro sono come il mio amore ha colorato le grandi pareti bianche del salotto, e pensare che non lo volevo fare. Però è accogliente, bella ed è luminosa. Cosa di non poco conto. A differenza di me però, che mi arrangio con ciò che abbiamo, il mio amore si prodiga sempre alla ricerca di nuove soluzioni per l'organizzazione di spazi. E così succede che nel suo giorno di ferie sia in grado di prendere la macchina e tornare a casa con due mobiletti in rovere laminato color grigio da posizionare sopra la mensola della cucina. Ed ecco lo scolapiatti. Peccato che a malapena ci stiano i piatti e sicuramente non la vaschetta per l'acqua di scolo. Nel caso in cui riuscisse a starci per svuotarla dovrei prima levare i piatti, poi lo scolapiatti e poi la vaschetta. Comodo no? Sicuramente il gesto l'ha fatto con amore, ma io non vedevo la necessità di apportare anche migliorie mobili ad una casa che non ci appartiene. Lo stesso vale per il progetto che ha di risistemare il lavandino del bagno e la mensola basculante per il piano di lavoro sempre in cucina. A questo punto le cose sono due: nuovo appartamento non ammobiliato in affitto o casa nuova? Se casa nuova, centro o campagna? Prima che continui a portare a casa mobili per poi sentirmi dire "ma tanto un domani che ce ne andiamo questi li portiamo via con noi", ho bisogno di risolvere questa situazione.

lunedì 26 agosto 2013

Rientro in pista

Molto bene! Il ferragosto è passato, il compleanno pure, le feste in stile anni '30, '70 e '80, idem. Quindi si torna all'opera. E per tornare all'opera ho bisogno di fare un breve esame di coscienza e capire veramente quali per me siano i pro e i contro di un lavoratore dipendente ed uno autonomo. Avrei dovuto fare quest'esame di coscienza da solo nel mio privato, ma tanto ormai sapete tante cose di me che anche se lo faccio qui non può che essermi d'aiuto. Magari mi consigliate anche. Ah un'altra cosa, scusate per i post di ieri. Lo so che erano stringati ma non sempre ho qualcosa da dire, so che per coloro che mi conoscono è difficile pensarlo ma è così. Quindi cominciamo. LAVORO DIPENDENTE: PRO. Non devo tenere un commercialista per pagare le tasse. Sicurezza, non devo continuare a cercare clienti dal momento che ho un'azienda alla quale fare riferimento. Avrei già la mia postazione, con tutto quello che mi occorre per svolgere il mio lavoro. Quattordicesima. Auto e telefono aziendale, probabile ma non sicuro. Avrei l'obbligo di recarmi al lavoro, non posso certo dire questo lo faccio domani. E qui si apre un dilemma, nel lavoratore autonomo dovrei essere sempre io all'erta a redarguirmi per eventuali ritardi o scarsa voglia di lavorare. CONTRO Sarei comunque alle dipendenze di qualcuno. Avrei minime possibilità decisionali, magari col tempo ma non è certo. Dovrei seguire determinati orari e non potrei decidere, oggi voglio fare questo e domani quello. Non potrei decidere quando prendermi qualche giorno libero senza l'approvazione di un superiore. Cercherei sempre di avere l'approvazione dei miei titolari e nel caso in cui non la ricevessi mi avvilirei moltissimo. Potrebbero capitarmi situazioni in cui il titolare potrebbe essere talmente tosto che non accetterebbe il benché minimo consiglio. Potrebbe anche essere un prepotente scarica barile, o potrebbe voler essere sempre lui ad avere l'ultima parola da bloccare il processo lavorativo e cercare di addossare la colpa a qualcun'altro. Potrei finire per ricoprire ruoli che non mi piacciono solo perché c'è la necessità di doverlo fare e non sapendo tirarmi indietro accetterei di buon grado, ritrovandomi schiavo in men che non si dica. LAVORO AUTONOMO: PRO. Sarei io il padrone del mio destino. Potrei seguire le aziende che mi vorrebbero come consulente nel modo che preferisco io, secondo le mie esigenze. Dovrei fare solo ed esclusivamente affidamento sulle mie potenzialità. Sarei io a darmi le pacche sulle spalle quando mi sento soddisfatto del mio lavoro e a strigliarmi se sbaglio qualcosa. Posso decidere io dove lavorare e quando farlo. Avrei la libertà di gestire il tempo come meglio ritengo di fare e curare anche tutti i miei vari interessi. Dovrò essere spronato a credere fortemente in me stesso e nelle mie capacità. CONTRO Dovrei stare attento nelle spese ed avere un commercialista. Farmi forza e cercare il modo migliore per cercare sempre di farmi pagare. Essere preciso e puntuale ed essere disposto a lavorare anche di notte pur di mantenere una data di consegna. Mi occorre un forte lavoro di autostima o più semplicemente provare a guardarmi davanti allo specchio nello stesso modo in cui mi vedono coloro che credono nelle mie potenzialità. Suggerimenti?

domenica 25 agosto 2013

La cosa più importante

Volevo farvi un piccolo test, l'idea l'ho tratta da un film molto carino che stò guardando. Volevo capire quanti di voi hanno colto il significato della poesia che ho pubblicato nel post precedente. Perché io non l'avevo capito.