giovedì 8 agosto 2013
Sushi e Champagne
Bene per essere giovedì mattina devo dire che non è andata male. La degustazione di champagne mi ha lasciato la testa abbastanza leggera, e considerando che stasera ci sarà un'altra festa, venerdì l'inaugurazione del ristorante di alcuni amici e domenica l'aperitivo in terrazza da amici, direi che se arrivo a lunedì mattina avendo bevuto un litro d'acqua in tutto sono un gran salutista.
A dir la verità avrei una montagna di cose da fare, ma oggi faccio veramente fatica e mi stò gigioneggiando tra il divano e il computer. In cerca di un poco d'ispirazione. Per prima cosa dovrei dare una bella sistemata a casa e fare ordine, in modo che così mi riordino anche le idee. Poi dovrei lavorare, fare un pò di ricerca ed organizzarmi un appuntamento.
Con 'sti caldi...
Penso che oggi rifletterò su come trascinarmi fino a fine serata.
martedì 6 agosto 2013
E adesso, che faccio?
Quando si dice: si chiude una porta e si apre un portone. Direi che è vero. Come ben sapete, stò cercando di cambiare lavoro. In parte mi è stato anche imposto e a dirla tutta non è stato un bel periodo perché, ho dovuto sorbirmi le paranoie di qualcuno che si sentiva minacciato da me. Quindi ho cominciato a riflettere su cosa avrei voluto fare da grande.
1°)Il libero professionista, seguendo consulenze per i clienti.
2°)Aprirmi un negozietto.
3°)Proposta arrivata ieri, tornare a fare il dipendente ma per un'azienda leader nel settore dell'abbigliamento da bambino.
Per poter scegliere dovrei cercare di capire come mi vorrei vedere di qui a un anno e la cosa non è affatto semplice.
Certo un lavoro a tempo indeterminato offre numerevoli vantaggi tra cui, una paga sicura e la possibilità di viaggiare per fiere e ricerca in continuo, ma un lavoro mio offre l'indipendenza più totale anche se dovrei essere responsabile di me stesso al 100%.
Da qui in avanti, per i prossimi quindici giorni, dovrò rifletterci bene.
Si accettano suggerimenti.
La cenetta tra amici del lunedì sera...
Cari amici,
ultimamente, con l'arrivo della bella stagione, abbiamo io ed altri pochi intimi abbiamo trovato il modo di iniziare la settimana con quella che definirei "La cena dei campioni". La ragione è semplice, avere l'occasione di ritrovarsi per farsi quattro chiacchere e quattro risate (soprattutto). Ma sembra quasi sia anche il modo di evadere dallo stress della settimana che è appena iniziata. So cosa pensate, "ma non ti basta il fine settimana?". Ma un conto è andare fuori a cena, un conto è cucinare a casa. E anche bere.
Siamo molto attenti nel bere, di certo non beviamo il vino in cartone. Partiamo sempre da una determinata gradazione, per poi salire e a volte avventurarci anche nei rossi. E alla fine per farla breve, quando la cambusa è bella che svuotata, trangugiamo anche la birra. Insomma, finita la cena, il ritorno a casa, cadaveri permettendo, è sempre un'impresa.
Per fortuna che abitiamo tutti abbastanza vicini, a volte proprio questione di metri. Eppure a volte anche quei metri diventano chilometri e si finisce per addormentarsi o nella stanza degli ospiti, quando va bene, o direttamente in terrazza per poi svegliarsi alle prime luci dell'alba. Di sei ieri, ne abbiamo persi due. Persi in senso metaforico s'intende. E per avere una media di poco più di trentotto anni direi che non è male. Quindi, mi domando, e so che non sono il solo? Visto che il giorno dopo si lavora, sarà mica il caso di spostarle queste cenette di evasione?
lunedì 5 agosto 2013
Tormento
Avete presente quella sensazione che vi prende quando sapete che dovete fare qualcosa per la vostra vita di veramente importante, ma subito venite assaliti da una marea di dubbi e preoccupazioni? Ecco, questa è la situazione che stò vivendo in questo preciso momento.
Mi rendo conto di essere giunto ad un capolinea, allo stesso tempo tutte le cose che ci sono da mettere a punto per realizzare la mia opportunità mi fanno quasi desistere dal volerlo fare.
Forse devo tenere bene a mente che poi quando scelgo la strada più facile, prima o poi finisco per pentirmene.
In inglese si dice "No Pain, No Gain". Se non lotti non vinci. E non si tratta di lottare contro gli altri, ma contro me stesso e contro le mie resistenze. Decisamente devo darmi una mossa, perché il tempo è tiranno e non voglio più trovarmi tra un anno nella medesima situazione.
Quindi, ora mi faccio una bella doccia e torno ad essere operativo.
Buon lunedì mattina e buone ferie per chi le ha iniziate.
domenica 4 agosto 2013
Il mattino ha l'oro in bocca...
Scriveva Jack Torrence in "SHINING" ed io infatti mi sento veramente come se avessi l'oro in bocca. Ho un sapore metallico in bocca manco avessi mangiato la carrozzeria di una vecchia Duna usata. E per fortuna che ho la funzione "controllo ortografia" attivata, altrimenti il post di oggi potrebbe sembrare scritto con il mio piede sinistro.
Credo però che tutto sia degenerato dopo la moretta. Sapete cos'è la moretta? Beh, per quanti di voi non residenti delle mie parti ve la spiego.
La Moretta fanese è un caffè corretto originario della città di Fano (PU) ma ormai diffuso anche nelle zone e città limitrofe. È forte e dolce, e solitamente si beve come digestivo dopo i pasti o come un energetico pomeridiano.
La correzione è una miscela di anice, rum e brandy, variabile a seconda delle ricette personali, ma approssimativamente in parti uguali. Una variante utilizza il cognac al posto del brandy. Utilizzando l'erogatore di vapore della macchina del caffè, si scaldano direttamente nel tradizionale bicchierino di vetro, tre cucchiaini di liquore con due cucchiaini di zucchero e una scorzetta di limone, fino a che lo zucchero non sarà completamente sciolto, dopodiché si aggiunge il caffè espresso bollente, tenendo il bicchierino leggermente inclinato in modo da evitare che i due liquidi si mescolino tra loro. Passaggio molto importante, perché una vera Moretta si contraddistingue per i suoi tre tipici strati (partendo dal basso): liquore, caffè e cremina del caffè.
In mancanza di una macchina da espresso può essere preparata anche con il caffè della moka e scaldando sui fornelli gli altri ingredienti.
La moretta ebbe origine tra i marinai e pescatori del porto di Fano, che prendevano bevande corrette e molto calde per scaldarsi e rinvigorirsi prima di "andare in mare". In tempi passati la povertà portava ad evitare gli sprechi, perciò i rimasugli di liquori avanzati venivano raccolti insieme; da questi nacque in seguito la "Moretta".
"Grazie Wikipedia"
A più tardi...
sabato 3 agosto 2013
Onorare gli impegni
Se vuoi qualcosa, devi farla. O almeno provarci con tutte le tue forze e soprattutto bisogno sempre cercare di mantenere gli impegni, in particolar modo quelli che hai preso con te stesso. Di conseguenza non posso più assolutamente esimermi dal scrivere quotidianamente e per prima cosa devo decidere anche quale sia il momento migliore per scrivere. Sono stato combattuto (parolone!!!) per due giorni per capire se il momento migliore fosse la sera o la mattina. Senz'altro di sera ho la testa piena di ciò che mi è successo e che aspetta solo di essere svuotata, il problema è che di sera la testa a volte può anche essere piena di ebbrezza. E scrivere in quelle condizioni è difficile per me e sarebbe incomprensibile per voi. Quindi alla fine ho deciso che il momento migliore per scrivere è la mattina, per la precisione dopo aver dato il buongiorno al nuovo mondo e al water.
Magari i ricordi dell'eventuale serata precedente potrebbero essere un pò appannati, ma poi la nebbia si alza e si vede il sole.
giovedì 1 agosto 2013
Sono un ragazzo fortunato
Non perché mi abbiano regalato un sogno, come cantava Jovanotti. Ma perché ho la possibilità di fare non uno ma ben due aperitivi in spiaggia di giovedì sera. Quanti di voi possono avere la fortuna di andare la mare alle cinque e mezza del pomeriggio, trovare parcheggio, farsi baciare dal sole, farsi una birra media accompagnata da succulenti paninetti con tonno affumicato, totano e gamberetti in salsa rosa per poi godersi due americani in riva al mare pasteggiando con del vitel tonnè fresco fresco.
E tutto questo di giovedì sera. Quale preludio migliore al fine settimana. Per non parlare della compagnia. Dapprima i miei amici di infante memoria e poi la mia amica di Smart munita. Al calar del sole si è poi aggiunta la mia primissima amica nonché vicina di casa, colei che al mondo delle Barbie mi aveva introdotto, con il suo adorabile bambino di tre anni e mezza. Chiudono il gruppo l'amica dai tratti ispanici, nota per la sua schiettezza e franchezza, e il suo affascinante fidanzato brizzolato, atletico e ciò che più conta sempre sorridente e simpatico.
A parte questo abbiamo toccato anche argomenti abbastanza intensi, come la malattia di una madre che è sempre stata vigorosa e piena di forze e che ancora oggi, nei momenti più difficile, riesce a riprendere la figlia perché non è una brava massaia.
Ci sta tutto nella condivisione tra amici, anche l'essere preso in giro per le dottrine spirituali che mi accingo a studiare e i corsi di affermazione personale via Skype. Ma questa è la vita, ed è troppo bella persino per poterla descrivere a parole o in un quadro. La sua bellezza la si può capire solo negli occhi di chi abbiamo di fronte.
Ciliegina della serata? La stella cadente.
Buonanotte...
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